Cosa vedere a Istanbul in 3 giorni: itinerario di viaggio

Con le sue strade brulicanti di gente a ogni ora del giorno e della sera, i colori sgargianti e gli odori intensi provenienti dai suoi bazar, Istanbul è una metropoli da quindici milioni di abitanti posta a cavallo tra Europa e Asia. Bizantina, ottomana e infine turca, essa offre a viaggiatori e turisti un immenso patrimonio artistico e culturale. Difficile dire cosa ci sia piaciuto di più di questa magnifica città, ma dovendo scegliere cosa visitare per la prima volta, non mi perderei assolutamente le moschee, i mercati e le sontuose dimore dei sultani, insieme a qualche altra irrinunciabile attrazione. Vediamo più nel dettaglio cosa vedere a Istanbul in 3 giorni.

Cosa vedere a Istanbul in 3 giorni: Moschea Blu e Basilica di Santa Sofia

Istanbul conta più di duemila moschee e, in effetti, passeggiando per le vie della città sarà impossibile non imbattervi casualmente in moschee più o meno grandi e conosciute e sentire l’affascinante richiamo alla preghiera del muezzin. Per un soggiorno breve, meglio soffermarsi il primo giorno sulla Moschea Blu e la Basilica di Santa Sofia, distanti qualche centinaia di metri l’una dall’altra.

Se dovessimo dirvi su due piedi cosa vedere a Istanbul in 3 giorni, la prima cosa che ci viene in mente è proprio lei: la meravigliosa Moschea Blu. La Sultanahmet camii – da cui prende il nome la piazza in cui è situata – è nota ai più con l’appellativo di Moschea Blu, poiché il turchese è il colore dominante del tempio (più di ventimila piastrelle turchesi sono infatti inserite nelle pareti e nella cupola). Fu costruita nel XVII secolo dal sultano Ahmed I che voleva farne il principale centro di culto dell’Impero Ottomano.

Moschea Blu Istanbul
Esterno della Moschea Blu.
Moschea Blu Istanbul (interno)
Interno della Moschea Blu (dettaglio cupola).

Vi consigliamo di sedervi sugli scalini del cortile della Moschea Blu illuminata dalle luci serali e di ammirare questa iconica moschea in tutto il suo fascino orientale da Mille e una Notte. Per noi è stata una delle esperienze più suggestive e rilassanti di tutto il viaggio, tanto da diventare un appuntamento fisso post-cena.

Altra tappa imperdibile è la Basilica di Santa Sofia (Hagia Sophia), risalente al VI secolo. Nata come cattedrale bizantina cristiana, essa divenne moschea ottomana a partire dal 1453; dopo essere stata sconsacrata, nel 2020 è stata infine riaperta al culto islamico. Piccola nota dolente riguardante la Basilica: a partire da Gennaio 2024 i visitatori stranieri dovranno pagare un ticket d’ingresso del costo di 25 euro.

Cosa vedere a Istanbul in 3 giorni Basilica di Santa Sofia
Veduta della Basilica di Santa Sofia da Piazza Sultanahmet.

Potete controllare su questo sito il prezzo del ticket e tutte le info relative alla Basilica: Hagia Sophia | Müze İstanbul (muze.gen.tr). Fino all’anno scorso era possibile visitarla gratuitamente, ma che dire, seppure il prezzo del biglietto sia oggettivamente alto, non si può andare a Istanbul e non vedere almeno una volta nella vita questo tempio così antico e maestoso.

Se siete impazienti di assaggiare i famosi baklava turchi mentre sorseggiate un bel çay fumante (tè nero servito in tazzine di vetro trasparente dalla forma peculiare), non esitate a sedervi nel bar di fronte la Basilica di Santa Sofia e godetevi un’esperienza sensoriale senza eguali seppur “overpriced”.

Cisterna Basilica

Dopo aver visto la Moschea Blu e la Basilica, rimane ancora tempo per una visita alla vicina Cisterna Basilica che – se non ci sono file d’attesa troppo lunghe – vi tratterrà per meno di due ore nel complesso. La Cisterna Basilica fu fatta costruita nel 532 dall’imperatore romano Giustiniano I nei sotterranei (indovinate un po’) di un’antica basilica.

Una volta entrati, camminerete sulle acque grazie a un’apposita struttura costruita per poterla attraversare e assisterete a un gioco di luci accompagnato da un sottofondo musicale che donano al visitatore un’esperienza uditivo-visiva alquanto suggestiva. Troverete – parzialmente immerse nell’acqua – istallazioni artistiche moderne e reperti archeologici, tra cui le teste di Medusa.

Cisterna Basilica
Interno della Cisterna Basilica, soprannominata in turco “Palazzo Sommerso”.

Per noi, la visita alla Cisterna Basilica merita di essere inserita in un itinerario di 3 giorni sia per la vicinanza alle attrazioni sopracitate che per il carattere unico di questa esperienza.

Di fronte l’ingresso alla Cisterna, c’è poi un caratteristico camioncino che vende gelati. Sì, ci riferiamo proprio a quei gelatai andati virali sul web che fanno giochi acrobatici col tuo povero cono gelato che attende solo di essere gustato in santa pace. Specifichiamo che non si tratta di gelato come lo intendiamo comunemente noi italiani; a cambiare è soprattutto la consistenza “collosa” e il forte gusto di latte. Provatelo (qui o altrove) se volete aggiungere questo momento divertente al vostro viaggio a Istanbul.

Crociera sul Bosforo

Scegliete di completare il primo giorno visitando la Cisterna Basilica e/o con una crociera pomeridiana sul Bosforo a bordo di un battello turistico da cui potrete ammirare la città al tramonto passando sotto l’iconico Ponte sul Bosforo, che è uno dei ponti sospesi più lunghi al mondo.

Crociera sul Bosforo
Il ponte sul Bosforo attraversa l’omonimo stretto e collega l’Europa all’Asia.

Noi abbiamo acquistato i biglietti in piazza Sultanahmet qualche ora prima. Abbiamo scelto l’orario pomeridiano che più ci piaceva, ci siamo recati poco prima nel luogo stabilito (ovvero in corrispondenza delle panchine situate di fronte la Basilica) e, dopo aver aspettato che si radunava un bel gruppetto di persone, ci siamo tutti diretti verso il battello a passo svelto.

Per quanto riguarda il prezzo del ticket, la regola – che vale anche per i bazar – è contrattare. Non c’è infatti un prezzo fisso se deciderete di acquistare da rivenditori. Oppure, pare ci sia un battello pubblico super economico il cui biglietto costerebbe addirittura sui 50 centesimi. Noi, avendo scelto all’ultimo di fare la crociera e non sapendo esattamente da dove si prendesse, abbiamo optato per questa soluzione più rapida.

Una volta saliti sul battello, potrete scegliere di sedervi all’esterno o nella parte al coperto. All’interno ci sono dei tavoli e un baretto dove poter acquistare snack e bevande. Una voce registrata (in inglese e russo) fa da guida descrivendo brevemente i principali punti di interesse che scorgerete durante il giro comodamente seduti. La crociera sul Bosforo non è stata la nostra cosa da fare preferita in assoluto, ma guardare la città da questa prospettiva e godersi un bel tramonto direttamente sul Bosforo è innegabilmente un’esperienza piacevole.

L’unico aspetto negativo, se così si può definire, è che la crociera dura un bel po’ quindi, oltre a un pizzico di noia, potrebbe sopraggiungere il tanto odiato mal di mare. Per rendere l’idea, al massimo rischierete di tornare a piazza Sultanahmet e vedere Hagia Sophia un po’ sfuocata, ma dopo un’ora o due passa tutto.

Sultanahmet e lo street food

Non dimenticate di gustare per poche lire turche lo street food che piazza Sultanahmet (e dintorni) ha da offrire; in particolar modo, non perdetevi le pannocchie semplicemente sbollentate o grigliate (occhio a non scottarvi, sono bollenti!) e il simit, pane a forma di ciambella con semi di sesamo sopra ripieno di crema alle nocciole o crema al formaggio. Prima di ciò, ricordatevi di cambiare i soldi nei negozi appositi, perché i venditori di cibo di strada generalmente accettano solo contanti (nello specifico, le lire turche). Vi consigliamo di leggere il nostro articolo Cosa Mangiare A Istanbul: Street Food E Non Solo per saperne di più.

Street food Istanbul
Carretto con ruote che vende pannocchie di mais (misir).

Se avete un po’ di tempo e magari alloggiate anche in zona, consigliamo vivamente di fare un giro serale per il quartiere Sultanahmet, poiché al calar del sole assume tutto un altro fascino e di cenare magari con un ottimo kebap turco o con una pida, pizza a forma di barca generalmente farcita con carne e peperoni. Questa zona pullula di ristoranti dove gustare le specialità della cucina tradizionale turca, accanto ai vari Starbucks, Mc Donald’s e compagnia bella.

Troverete anche tantissimi negozietti turistici che vendono prevalentemente baklava (se amate i dolci molto dolci, diventeranno una vera e propria dipendenza durante il vostro viaggio a Istanbul: ne mangerete a quintali!) e altri dolci squisiti a base di frutta secca e miele.

Cosa vedere a Istanbul in 3 giorni: Bazar Egizio e Gran Bazar d’Istanbul

Se vi state chiedendo cosa vedere a Istanbul in 3 giorni, organizzate una visita ad almeno uno dei bazar della città il secondo giorno. Noi siamo stati prima al Bazar delle spezie (detto anche “Bazar Egizio”) e, successivamente, al Gran Bazar d’Istanbul.

Se amate le bancarelle colorate e ricche di spezie, frutta essiccata, dolcetti di ogni tipo, siete nel posto giusto. Entrambi i mercati sono al chiuso ma continuano nelle vie circostanti. In particolare, il Gran Bazar si snoda per viuzze a volte anche strette, intricate e decisamente sovraffollate.

Bazar Spezie Istanbul
Banco di spezie presso il Bazar Egizio.

Quella dei bazar è sicuramente un’esperienza imperdibile: addentratevi e perdetevi per i passaggi tortuosi di questi mercati e lasciatevi avvolgere da questo mix di colori, odori e sapori davvero unico. Noi non potevamo andarcene senza aver acquistato un set di tazzine da tè e un vasto assortimento di spezie.

Bazar Egizio Istanbul
Interno del Bazar Egizio.

A onor del vero, qui i prezzi ci sono sembrati abbastanza alti e, probabilmente, vi capiterà di trovare le stesse identiche cose appena acquistate a prezzi decisamente inferiori non appena sarete usciti dai bazar. Voi comunque provate sempre a contrattare per il prezzo migliore.

Spesso e volentieri la merce non ha il prezzo esposto, quindi vi toccherà stabilire un prezzo e poi cercare un accordo col mercante di turno. In questa gran confusione, molti commercianti cercheranno di attirarvi nelle loro bancarelle con modi un po’ insistenti, ma senza mai essere scortesi; anzi, alcuni vi inviteranno dentro le loro botteghe per farvi assaggiare bevande speziate e dolci tipici.

Se siete vicini al Gran Bazar e iniziate ad avere fame, vi consigliamo di raggiungere a piedi il ponte di Galata, dove vedrete una fila di pescatori con le loro canne da pesca intenti nel loro lavoro. A questo punto, trovate un sottopassaggio che vi consenta di scendere dal ponte e dirigetevi verso dei galeoni che costeggiano le acque a bordo dei quali viene grigliato il pesce azzurro che serve a preparare degli ottimi panini.

Galeoni Panino Pesce Istanbul
Imbarcazioni che vendono panini con il pesce, noto street food a Istanbul.

Dopo pranzo, raggiungete il palazzo di Topkapi in taxi. Anche in questo caso, contrattate prima sulla tariffa. Il palazzo si trova grosso modo in corrispondenza di piazza Sultanahmet.

Cosa vedere a Istanbul in 3 giorni: Palazzo di Topkapi

Vi siete mai chiesti perché si dice “vivere come un sultano”? Troverete la spiegazione a questa celebre espressione visitando le meravigliose dimore imperiali. Il nostro consiglio per la visita del palazzo di Topkapi è quello di acquistare i biglietti online per non perdere tempo al botteghino, essendo una delle attrazioni più visitate in assoluto di Istanbul.

Il palazzo di Topkapi fu costruito dal sultano ottomano Mehmet II tra il 1459 e il 1465. Dopo la caduta dell’Impero, il palazzo è diventato un museo che testimonia i fasti e le glorie dell’Impero Ottomano ed è in seguito stato inserito tra i beni dell’UNESCO come parte delle “Aree storiche d’Istanbul”. Il palazzo è diviso in quattro aree che comprendono edifici come l’harem, gli appartamenti privati, i padiglioni, le cucine e le scuderie.

Cosa vedere a Istanbul in 3 giorni Palazzo di Topkapi esterno
Esterno del palazzo di Topkapi.

La visita all’harem (che era il centro della vita privata del sultano) non è compresa nel prezzo del biglietto, ma vi consigliamo vivamente di includerla; a conti fatti, è stata una delle nostre parti preferite dell’intero palazzo. All’interno di quest’area vi risiedevano le numerosissime donne del sultano, compresa sua madre (detta Valide), che si occupava di gestirlo. L’esterno dell’harem vi catapulterà direttamente nel Medioevo: camminando per le sue viuzze vi sembrerà di trovarvi in una cittadella medievale.

Cosa vedere a Istanbul in 3 giorni Palazzo di Topkapi Harem
Il salone imperiale dell’harem era il principale luogo di intrattenimento del Sultano.

A colpirvi del palazzo di Topkapi saranno sicuramente lo sfarzo delle immense stanze principali, con i dettagli dorati, le piastrelle finemente decorate dai colori accesi e poi la collezione di abiti e oggetti pregiatissimi. Infine, dal palazzo si può godere di una vista mozzafiato della città e del Bosforo.

Prendetevi del tempo per girovagare nelle innumerevoli stanze di Topkapi così come nei suoi estesi giardini e fantasticate su come doveva essere la vita quotidiana di un sultano, circondato da così tanta bellezza.

Palazzo di Dolmabahçe

E se avete apprezzato il palazzo di Topkapi, il terzo giorno fossi in voi non mi perderei l’altra dimora dei sultani, ovvero il palazzo Dolmabahçe. Noi non vi consigliamo di visitare i due palazzi nello stesso giorno, sarebbe davvero troppo impegnativo e apprezzereste meno le innumerevoli bellezze che entrambi hanno da offrire. Per raggiungerlo, dovrete spostarvi un po’ dalla centralissima zona di piazza Sultanahmet.

Già solo la parte esterna del palazzo per noi vale la visita. Prima di entrare nel palazzo vero e proprio si erge una torre dell’orologio; andando più avanti troverete una grande fontana centrale, varie statue, prati verdi ben curati e, sul lato destro del complesso, una serie di cancelli disposti in fila che danno direttamente sul Bosforo.

Il palazzo Dolmabahçe fu fatto costruire dal sultano Abdülmecid I tra il 1843 e il 1856 poiché il Palazzo di Topkapi, storica residenza dei sultani di impianto medievale situata nel centro storico della città, non consentiva i lussi e le comodità delle dimore moderne. Così, il sultano fece edificare questo palazzo ispirandosi alle regge d’Europa: ciò che venne fuori fu una commistione tra l’architettura tradizionale ottomana e lo stile rococò.

Palazzo Dolmabahce Istanbul
Vista dal mare del palazzo di Dolmabahçe.

Soffermatevi, al suo interno, ad ammirare la suggestiva stanza di Atatürk, dove tutto è fermo al momento in cui il Padre dei Turchi morì (persino l’orologio segna l’ora esatta della sua dipartita) e la Sala Grande del Palazzo (Muyade Salonu), un salone immenso con 56 colonne, quattro grandi lampade di cristallo agli angoli della stanza e un imponente lampadario inglese con circa 750 luci che domina la scena. Con il sultano Abdülmecid questa sala divenne la sede ufficiale delle cerimonie celebrate durante le festività e fu negli anni a venire la location prediletta per importanti eventi a carattere ufficiale.

All’interno del palazzo, non è consentito scattare foto; in ogni stanza, infatti, ci sono delle guardie che ti richiamano se provi a farne una. Dovrete, perciò, essere particolarmente scaltri se ci tenete ad avere un ricordo fotografico di una delle tante bellissime camere e sale del palazzo oppure (ancora meglio), non fatevi distrarre dai vostri apparecchi elettronici e prestate maggiore attenzione all’audioguida che vi condurrà di stanza in stanza raccontando la storia e gli aneddoti legati al Palazzo.

Questa seconda residenza imperiale vi darà la possibilità di immergervi totalmente nella vita degli ultimi sultani ottomani nonché nella storia della Turchia moderna. Insomma, se siete ancora incerti su cosa vedere a Istanbul in 3 giorni, questi due palazzi sono sicuramente un must!

Cosa vedere a Istanbul in 3 giorni: Piazza Taksim e Torre di Galata

Finita la visita al secondo palazzo imperiale, dirigetevi verso Piazza Taksim, che è una delle zone più occidentalizzate della città. Da Istiklal Caddesi (Viale dell’Indipendenza) nel distretto di Beyoğlu, vedrete passare l’iconico tram rosso, detto “nostalgico” (Nostaljik Tramvay).

Tram Piazza Taksim
Il tram rosso dallo stile retrò che attraversa il cuore della città.

Proseguendo a piedi entrate nella galleria ottocentesca nota come passaggio dei fiori con la sua architettura elegante che ricorda i famosi passages couverts parigini con locali, ristoranti e sale da tè al suo interno. In origine era un teatro, ma dopo un incendio divenne luogo di vendita di fiori (da qui prende il suo nome) da parte di immigrati russi arrivati in città durante la rivoluzione russa del 1917.

A poca distanza, c’è anche la Basilica di Sant’Antonio di Padova, una delle più importanti chiese cattoliche di Istanbul. Si tratta di una basilica minore in stile neogotico veneziano edificata nel 1725 dalla comunità italiana. A mezz’ora di strada a piedi (o qualche minuto di taxi), potrete raggiungere un altro luogo di interesse legato in qualche modo all’Italia: la torre di Galata. Si tratta di una torre medievale in pietra alta 60 metri che fu ricostruita dai genovesi nel 1348. È stata riaperta nel 2020 come museo e punto panoramico da cui poter ammirare la città a 360 gradi.

Cosa vedere a Istanbul in 3 giorni Torre di Galata
Vista della torre di Galata da via Camekan (distretto di Beyoğlu).

Noi ci siamo un po’ pentiti di esservi saliti, poiché il prezzo del biglietto (circa 20 euro) è un po’ alto per quello che offre; se però ci tenete a vedere la città dall’alto (la vista è mozzafiato), fate pure. Non dimenticate poi di gustare la San Sebastian cheesecake in uno dei tanti cafè disseminati nelle vicinanze della Torre di Galata. La zona è infatti molto vivace e affollata, con tanti negozi di souvenir e posti in cui sedersi e mangiare.

Spettacolo dei dervisci rotanti

Se rimane tempo, infine, assistete nel tardo pomeriggio/prima serata a uno spettacolo dei famosi dervisci rotanti della durata media di un’ora. I dervisci vi faranno sicuramente venire in mente una strofa della celeberrima canzone di Battiato: “Voglio vederti danzare come i dervishes turners che girano sulle spine dorsali o al suono di cavigliere del Katakali”. Ebbene sì, durante il vostro soggiorno a Istanbul potrete vedere questi uomini dalle lunghe gonne girare su se stessi con grande maestria.

Questa particolare danza vorticosa consiste nel ruotare ripetutamente attorno a se stessi e ha origini religiose; nello specifico, è legata al sufismo (corrente mistico-religiosa dell’islam radicata nella città di Istanbul) e ha come fine quello di comunicare con Dio. La cerimonia comprende anche un repertorio musicale (eseguito da una voce e vari strumenti) che, associato allo spettacolo visivo dei dervisci che girano ininterrottamente su se stessi, crea un’atmosfera davvero unica.

Cosa vedere a Istanbul in 3 giorni Dervisci Rotanti
Dervisci che ruotano attorno a se stessi durante lo spettacolo.

Noi abbiamo acquistato un biglietto in uno di quegli infopoint che ti vendono escursioni, visite guidate e chi più ne ha più ne metta vicino piazza Sultanahmet. Quello a cui abbiamo assistito (ne siamo consapevoli) era più uno spettacolo per turisti adattato a uno scopo ben preciso, ovvero quello di intrattenere.

Queste danze, infatti, possono protrarsi per intere ore (risultando noiose a occhi e orecchie inesperti) e, generalmente, non è consentito scattare foto o fare video per rispetto del loro carattere spirituale. Seppur consapevoli che quella da noi vissuta non fosse la più autentica delle esperienze in tema di dervisci, siamo comunque rimasti affascinati da questo show, che non perde del tutto – a nostro avviso – la sua vena mistica.

Cosa vedere a Istanbul in 3 giorni: conclusioni

Ed eccoci arrivati alla conclusione di questo articolo su cosa vedere a Istanbul in 3 giorni. Speriamo di avervi reso più semplice la decisione di cosa inserire nel vostro itinerario di viaggio a Istanbul, città dal ricco e glorioso passato, metropoli popolosa e piena di contrasti, che è riuscita a preservare il suo fascino orientale strizzando un occhio alla modernità.

Eleonora e Gianmarco

Eleonora e Gianmarco sono due giovani viaggiatori appassionati che hanno ideato e creato il blog dedicato al viaggio Find New Worlds. Grazie alla loro passione per l’esplorazione e la scoperta di nuove culture hanno creato una piattaforma online che offre consigli, guide e racconti di viaggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *